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sabato 25 novembre 2017

ARRESTO CARDIACO MENTRE FA SPINNING SALVATO CON IL DEFIBRILLATORE

TREVISO - È stato colto da un attacco cardiaco in palestra, mentre faceva spinning, ed è crollato a terra assieme alla cyclette. Sarebbe morto in pochi minuti se non fosse stato per Matteo, personal trainer della McFit di Strada Ovest, che ha subito preso le redini della situazione, è corso come un razzo ad accendere il defibrillatore, e ha seguito le indicazioni del macchinario e degli infermieri del 118, che al telefono gli hanno spiegato per filo e per segno cosa fare. Ed è così che un decesso quasi ineluttabile, si è trasformato martedì sera in un salvataggio che ha consentito a Luca, 53enne trevigiano, di riprendere i sensi il giorno successivo, dopo un delicato intervento di angioplastica al Ca’ Foncello di Treviso. 

mercoledì 15 novembre 2017

IN ARRIVO UN CONTRIBUTO STATALE PER IL DEFIBRILLATORE IN CONDOMINIO

STIAMO LAVORANDO NELLA GIUSTA DIREZIONE 

Solo pochi giorni fa la notizia della presentazione al MIUR del progetto sperimantale che porterà a partire dall'anno scolastico 2018/19 in tutte scuole d'ITALIA la materia di insegnamento delle TECNICHE di PRIMO SOCCORSO , compreso l'utilizzo del DEFIBRILLATORE ;
oggi un ulteriore bella notizia , Il CONTRIBUTO STATALE nonché la riduzione dell'IVA al 4%
sullo strumento SALVAVITA .
Passi importanti e segno di grande crescita culturale e sociale del nostro Paese , poiché niente
ha più VALORE della VITA STESSA .

Riportiamo per Intero un Articolo dello Studio Cataldi ( Diritto Condominiale ) 


In arrivo il contributo statale per i defibrillatori in condominio

Una proposta di legge appena assegnata all'esame della commissione affari sociali della camera prevede vantaggi fiscali e fondo ad hoc per l'acquisto del defibrillatore 


Un contributo statale per agevolare l'acquisto dei defibrillatori in condominio (Dae) e una riduzione dell'Iva dal 22% al 4%. È quanto prevede una proposta di legge presentata il 29 settembre alla Camera e assegnata in questi giorni alla Commissione Affari Sociali, a prima firma Filippo Gallinella (M5S).
Il testo del ddl recante "Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai defibrillatori semiautomatici e concessione di un contributo per l'acquisto dei medesimi da parte dei condomìni con più di dieci unità abitative" (sotto allegato) si muove, dunque, su due fronti, da un lato la concessione di un contributo statale ai condomini con più di 10 unità abitative che intendono acquistare un Dae e dall'altro la riduzione dell'Iva. 

Defibrillatore può salvare la vita: i dati

Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, le vittime di infarto in Italia sono oltre 70mila l'anno e più dell'80% avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie: a casa, sul lavoro, per strada. Ogni anno, in sostanza, circa 1 persona su 1.000 viene colpita da arresto cardiaco e soltanto il 2% riesce a sopravvivere.
Ciò è dovuto, si legge nella relazione che accompagna il ddl, nella maggior parte dei casi, al tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira intorno a 12-15 minuti: un tempo lunghissimo se si pensa che ogni minuto le percentuali di restare in vita si abbassano del 10 per cento". È indubbio, dunque, che oltre all'importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano, "garantire un ambiente cardio-protetto e, quindi, un intervento tempestivo in emergenza è altrettanto importante".

Obbligo defibrillatori: la disciplina

La disciplina sull'obbligo dei defibrillatori esiste già ed è riconducibile al c.d. decreto Balduzzi (dl n 158/2012) che proprio per rispondere a questi numeri "aveva introdotto l'obbligo di dotare gli impianti sportivi professionistici di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), così da proteggere alcuni dei luoghi in cui è più elevato il rischio di arresti cardiaci, quelli in cui si pratica attività fisica ad elevato impegno cardiocircolatorio". Tale obbligo è stato esteso poi – luglio 2017 – anche alle associazioni o società sportive dilettantistiche.
Sulla scia della normativa Balduzzi, le regioni – alle quali è stato demandato il compito di garantire la diffusione dei defibrillatori non ospedalieri, nonché di predisporre programmi di formazione e corsi di addestramento – hanno portato avanti, in questi anni, proprie iniziative prevedendo la possibilità di dotare, ad esempio, anche alcuni stabilimenti balneari di tale dispositivo salvavita.
Alla luce dei dati forniti e della disciplina vigente, sarebbe opportuno secondo il ddl, rendere anche il condominio un luogo cardio-protetto, considerato che in Italia sono circa 1 milione le residenze condominiali, nelle quali vivono 14 milioni di famiglie. In tal senso, recita ancora la relazione illustrativa, la pdl nasce proprio dalla condivisione di diverse campagne portate avanti da associazioni di amministratori condominiali che, negli ultimi anni, hanno posto l'attenzione sulla questione della cardio-protezione e hanno avanzato proposte a Ministeri, regioni e comuni per redigere una normativa che permetta di dotare di DAE, oltre che gli impianti sportivi, anche i condomini.

Defibrillatori: contributo statale del 50% e riduzione aliquota Iva

Tuttavia, pur essendo oggetti essenziali per gestire le fasi di emergenza in caso di arrestocardio-circolatorio, i defibrillatori sono tassati con un'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto che li accomuna ad oggetti convenzionali.
Da qui, la proposta che mira a ridurre l'aliquota Iva per l'acquisto di Dae dal 22 al 4%, come per gli altri dispositivi medici, oltre a disporre per i condomini con numero di unità abitative superiore a 10 che decidano di dotarsene, una detrazione del 50% del costo di acquisto.
Tali agevolazioni, secondo la pdl, dovrebbero essere elargite attraverso un fondo ad hoc di 5 milioni di euro istituito presso il Mef, accessibili su richiesta del condominio interessato, a condizione che lo stesso attesti la partecipazione di almeno 1 ogni 10 residenti di età pari o superiore a 16 anni a un corso di formazione e di addestramento in materia.
Viene prevista altresì, la promozione della cultura del primo soccorso in emergenza, attraverso campagne di sensibilizzazione mirate.

domenica 12 novembre 2017

C'è DI MEZZO UNA VITA !! ci dispiace per chi non si lascia consigliare ..

La FDA è un'agenzia del Dipartimento di Salute e Servizi Umani .
Protegge la salute pubblica garantendo la Sicurezza ,l'Efficacia dei Farmaci e dei dispositivi MEDICI.

Il primo Novembre la FDA  con una DEnuncia presentata con il Decreto di Consenso ( non Consenso in questo caso ) ammonisce una nota multinazionale che fabbrica Defibrillatori .
Secondo il decreto la nota P...S è responsabile della fabbricazione e della distribuzione di dispositivi
ADULTERATI perché i suoi AED ( sigla americana che sta per automatic external defibrillator )
sono stati fatti in VIOLAZIONE dei requisiti di buona pratica di fabbricazione .
Riportiamo qui per intero il link della FDA :
 https://www.fda.gov/newsevents/newsroom/pressannouncements/ucm583221.htm

Fate voi le valutazioni , ma piuttosto prima di acquistare un DEFIBRILLATORE oggi obbligatorio
per legge ( Decreto Balduzzi ) in tutto il mondo dello Sport , informatevi bene su ciò che acquistate.
LA VITA NON E' UN GIOCO E LA FDA LO SA BENE ..

venerdì 10 novembre 2017

L'ARRESTO CARDIACO NELLO SPORT

Arresto Cardiaco nello sport: come ridurre le morti in campo


Arresto cardiaco: numeri, cause e trattamento

Come abbiamo scritto più volte, ogni anno in Italia vengono colpite da arresto cardiaco più di 60.000 persone. Tra le vittime dell’arresto cardiaco si trovano anziani e cardiopatici, ma anche bambini, giovani e sportivi, purtroppo.
In più dell’80% dei casi, inoltre, l’arresto cardio-circolatorio viene provocato da aritmie maligne che, se non vengono trattate precocemente, conducono inevitabilmente alla morte (Morte Cardiaca Improvvisa, MCI). Tali aritmie sono la Tachicardia Ventricolare (TV) e la Fibrillazione Ventricolare (FV).
In queste circostanze, l’unica terapia efficace in grado di scongiurare la morte certa è la defibrillazione precoce assieme alle opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP).
In caso di tachicardia o di fibrillazione ventricolare il cuore in realtà non è fermo, ma si contrae in maniera caotica. Il risultato di tali contrazioni non coordinate all’interno dei ventricoli cardiaci è che il sangue non riesce ad essere pompato all’interno del nostro corpo. In questo modo, organi vitali, come il cervello, andranno in carenza di ossigenazione.
Per questo motivo, diventa di fondamentale importanza intervenire in maniera tempestiva: entro 4-5 minuti dall’insorgenza dell’evento. Ogni minuto trascorso senza un adeguato soccorso riduce, infatti, del 10% la possibilità di recuperare l’infermo. Pertanto, dopo soli 10 minuti di tempo le probabilità di sopravvivere si riducono praticamente a zero.
Questa drammatica tempistica ha determinato la considerazione che, in caso di arresto cardiaco, le manovre di primo soccorso (rianimazione cardio-polmonare e defibrillazione precoce) debbano essere prestate dal testimone stesso dell’accaduto al fine di mantenere in vita la vittima nell’attesa che sopraggiungano i mezzi di soccorso.
Poiché avviene assai di rado che un arresto cardiaco, come qualunque altro malore, colpisca in presenza di operatori sanitari, sarebbe opportuno che sempre più persone iniziassero a seguire i corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) al fine di imparare ad intervenire in maniera corretta in caso di emergenza.
Durante questi corsi di formazione, per l’appunto, si apprende anche come debbono essere utilizzati i cosiddetti DAE (Defibrillatori Automatici Esterni). Tali strumenti salvavita, infatti, sono nati per poter essere utilizzati anche da personale non sanitario. Una volta accessi e dopo aver collegato nella maniera opportuna gli elettrodi al paziente, saranno i dispositivi stessi che valuteranno la necessità o meno dell’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente.

Sport e arresto cardiaco

Anche lo sport, come accennato all’inizio di questo articolo, non è esente da un fenomeno così drammatico come l’arresto cardiaco, anche se in realtà ciò che lo determina, generalmente, è una pre-esistente e misconosciuta cardiopatia. Lo sforzo fisico, pertanto, ha il ruolo di fattore precipitante in conseguenza del quale l’apparato cardiovascolare cede.
Da un’indagine condotta dalla Fondazione Giorgio Castelli Onlus, dedicata, appunto, al giovane Giorgio, morto nel febbraio 2006 a causa di un arresto cardiaco che lo ha colpito mentre stava giocando a calcio con i suoi compagni di squadra, i praticanti sport in maniera dilettantistica o amatoriale che sono deceduti durante la pratica di un’attività sportiva dal 2010 al 2014 superano ampiamente le 200 unità. Tali dati, peraltro, sono certamente sottostimati: nel nostro Paese, infatti, non esistono registri che annotino tali decessi (l’unico esistente è attivo in Veneto).
In tutti questi casi l’arresto cardiaco ha colpito prevalentemente persone di sesso maschile con un’età media si soli 35 anni. Le discipline più interessate da questo triste fenomeno sono rappresentate dal calcio e dal calcetto (gli sport di gran lunga più praticati nel nostro Paese), dal ciclismo, dal jogging e dal fitness. Purtroppo, però, nessuna disciplina sportiva ne è immune.
Sempre dall’indagine precedentemente citata è emerso che il 25% delle morti per arresto cardiaco si è verificato in atleti tesserati per le varie Federazioni e quindi sottoposti regolarmente ad accertamenti medici al fine del rilascio dell’idoneità sportiva.
In questo sottogruppo, inoltre, l’arresto cardiaco si è manifestato in egual misura sia nelle competizioni ufficiali che durante gli allenamenti. Nessuna delle vittime, fra l’altro, è stata defibrillata entro i 10 minuti perché in nessun caso era presente un defibrillatore automatico esterno sul luogo dell’evento.

Come limitare le morti per arresto cardiaco

Premesso che l’arresto cardiaco non è eliminabile, è doveroso chiedersi come contenere tale fenomeno di fronte a dati di questa portata.
Per prima cosa sarebbe opportuno che l’accertamento medico per l’idoneità sportiva riguardasse tutti coloro che praticano attività ludico-sportive; tali visite mediche, inoltre, dovrebbero obbligatoriamente comprendere anche l’elettrocardiogramma (ECG) sotto sforzo.
Inoltre, bisognerebbe diffondere su tutto il territorio nazionale una cultura dell’emergenza applicata allo sport, ovvero un insieme di conoscenze pratiche e teoriche che consentano ad un operatore laico di salvare la vita ad una persona colpita da arresto cardiaco. Ovviamente, affinché ciò avvenga, è necessario dotare tutti gli impianti sportivi (e non solo) di defibrillatori automatici esterni, gli unici dispositivi in grado di trattare efficacemente un arresto cardiaco.

Allegati

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    martedì 7 novembre 2017

    ARRESTO CARDIACO IN PALESTRA GIOVANE SALVATO DAL DEFIBRILLATORE

    Arresto cardiaco in palestra: giovane salvato dal defibrillatore



    MESTRE. Un’altra storia a lieto fine grazie alla presenza di un DAEall’interno dell’impianto sportivo.
    Sabato 4 novembre, verso mezzogiorno, un giovane è stato colto da un arresto cardiaco mentre si trovava nella palestra Mc Fit di Marghera, in via Orsato, nella zona del parco commerciale del Panorama.
    Il ragazzo è crollato improvvisamente a terra, privo di sensi, mentre era impegnato in un esercizio. I responsabili della palestra, intuendo la gravità della situazione, sono immediatamente intervenuti azionando il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) presente nella struttura sportiva privata. Un altro addetto dello staff, nel frattempo, ha allertato il 118.
    Sotto il controllo telefonico del personale della centrale del Suem 118, i responsabili della palestra hanno proseguito le manovre salva-vita sino all’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica con a bordo un medico rianimatore.
    Giunti presso il paziente, i sanitari hanno preso il controllo della situazione utilizzando un’altra volta il defibrillatore, riuscendo così a stabilizzare le condizioni del giovane. In seguito, il paziente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione, con una prognosi al momento riservata. I medici, infatti, stanno verificando tutta una serie di parametri per comprendere la causa del collasso.
    Ancora una volta, dunque, il lieto fine di questa vicenda è stato assicurato dalla presenza di un defibrillatore all’interno della palestra, presidio salva-vita fondamentale per intervenire in questi casi, tutt’altro che rari.  Ovunque si faccia sport o si pratichino attività fisiche, dunque, è essenziale la presenza dei DAE.


    domenica 17 settembre 2017

    NEI LUOGHI AFFOLLATI IL DEFIBRILLATORE TI SALVA LA VITA

    Nei luoghi affollati il defibrillatore ti salva la vita
    Studio francese pubblicato su La Presse Médicale. Le prove in 5 grandi aeroporti intercontinentaliLaddove in un luogo pubblico c’è un defibrillatore le probabilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco aumentano enormemente. A confermarlo è uno studio francese -pubblicato sulle pagine della rivista La Presse Médicale- che ha preso in esame gli interventi effettuati in 3 grandi aeroporti. I risultati non lasciano spazio ad interpretazioni: intervenire precocemente fa la differenza tra la vita e la morte. 


    Ogni minuto perso le probabilità di sopravvivere calano del 7-10%  
    In medicina il tempo è tutto. Intervenire il prima possibile spesso fa la differenza. Ciò è particolarmente vero quando c’è di mezzo il cuore. Nel sopravvivere ad un arresto cardiaco il fattore tempo è decisivo. I dati parlano chiaro: nelle persone colpite ogni minuto che passa senza intervenire porta ad una riduzione della probabilità di sopravvivenza del 7-10%.  

    Ecco perché iniziare le manovre di rianimazione è fondamentale. Ad oggi si calcola che ogni anno, nella sola Italia, siano circa 60 mila le persone colpite da arresto cardiaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di fibrillazione ventricolare, una situazione in cui il cuore pur non essendo fermo è come se lo fosse. Ciò avviene perché il muscolo cardiaco perde la sua capacità di contrarsi in maniera sincronizzata e il risultato finale è l’incapacità di pompare sangue adeguatamente. Una situazione che porta, nel giro di poco tempo, ad asistolia e morte. 

    Iniziare subito le manovre di soccorso  
    L’unico trattamento per uscire da questa situazione è rappresentato dalla rianimazione cardiopolmonare e dall’utilizzo del defibrillatore. Manovre che dovrebbero iniziare appena la persona viene colpita da arresto cardiaco. Proprio per questa ragione da tempo, nei principali luoghi pubblici, sono state installate delle postazioni con defibrillatore con l’obbiettivo di iniziare il trattamento in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Installazioni in grado di fare la differenza come dimostrato nell’analisi dei ricercatori francesi.  

    Quando si usa il defibrillatore le probabilità di sopravvivere aumentano  
    Lo studio in questione ha preso in esame 150 arresti cardiaci avvenuti -tra il 2009 e il 2013- negli aeroporti Paris-Roissy-Charles-De-Gaulle, O’Hare di Chicago e Madrid-Barajas. In particolare l’analisi ha voluto confrontare la tempestività d’intervento e la sopravvivenza sia nei casi in cui la rianimazione è stata iniziata da chi si trovava sul luogo dell’evento sia nei casi in cui si è atteso l’intervento del personale paramedico. Dai risultati è emerso che ad intervenire subito si risparmiano mediamente 6-7 minuti, un tempo fondamentale che si traduce in una sopravvivenza -al momento dell’arrivo in ospedale- pari al 62%.  

    Nel caso in cui si aspetta l’arrivo del personale la sopravvivenza si attesta intorno al 38%. Una differenza enorme che conferma ancora una volta sia l’importanza dell’utilizzo di questo strumento sia dell’intervento immediato ancora prima dell’arrivo dei soccorsi

    venerdì 15 settembre 2017

    ACCORDO DAEItalia - CSEN

    Siglato oggi a Catanzaro in occasione della votazione CSEN per la Presidenza Regionale Calabria .

    Nel Pomeriggio di oggi è stato firmato tra il Presidente Nazionale  CSEN " Centro Sportivo Educativo " Prof. Francesco Proietti ed il titolare della DaeItalia Carlo Zito  , un accordo riguardante l'attività di collaborazione per la diffusione e l'incremento dei defibrillatori nel corso delle attività previste  dal CSEN.


    Il CSEN  concede a DAEItalia lo status di " Partner CSEN "  per il settore della Cardio-protezione ,
    iniziativa finalizzata alla tutela della Salute dei propri Associati e dei loro clienti .

    La DaeItalia attraverso la commercializzazione dei defibrillatori samaritan Pad prodotti dalla
    Heart Sine azienda leader mondiale nella Cardio-Protezione , offre agli Affiliati Csen di tutto il territorio Nazionale , la fornitura e dotazione di defibrillatori con facilitazioni riservate  e possibilità di rateazioni per l'Acquisto .

    Dal 1 Luglio ( Decreto Balduzzi ) tutto il mondo dello Sport deve Dotarsi di defibrillatore .
    Dati del Ministero della Salute  ci dicono che ogni anno quasi 20.000 sportivi vengono colpiti da Arresto Cardiaco .
    CSEN e DaeItalia  quindi , uniti nel mondo dello Sport contro L'ARRESTO CARDIACO .

    lunedì 4 settembre 2017

    Defibrillatori obbligatori: si salva il 93% di chi viene colpito da arresto cardiaco

    Defibrillatori obbligatori: si salva il 93% di chi viene colpito da arresto cardiaco

    Eccetto le attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio, dal 1° luglio di quest’anno tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche devono dotarsi di defibrillatori semiautomatici esternie di personale formato al loro utilizzo.
    Uno studio presentato al convegno europeo di cardiologia a Barcellona, conclusosi da pochi giorni, ha mostrato come su 15 persone colpite da arresto cardiaco mentre facevano sport amatoriale a Piacenza, ben 14 sono state salvate grazie a un defibrillatore.
    Lo studio, durato 18 anni, ha fatto emergere come la sopravvivenza all’arresto cardiaco abbia raggiunto il 93% nei centri dotati di defibrillatori, contro il 9% dei centri che ne erano privi. Una bella differenza!

    mercoledì 28 giugno 2017

    LA VITA NON è UN GIOCO..

    L’arresto cardiaco nello sport, prevenzione e soccorso immediato


    Ogni anno in Italia muoiono circa 60.000 persone colpite da arresto cardiaco: tra di esse vi sono molti anziani e cardiopatici, non sono pochi i giovani e addirittura gli sportivi. L’arresto cardiaco è indotto nell’85 % dei casi da una aritmia maligna(tachicardia o fibrillazione ventricolare) che se non è trattata precocemente con le manovre di rianimazione cardiorespiratoria e, soprattutto, con la defibrillazione elettrica conduce invariabilmente alla morte (98% dei casi). In queste situazioni il cuore in realtà non è fermo, ma le sue contrazioni sono assolutamente inefficaci nel distribuire il sangue nel corpo ed in primo luogo al cervello, l’organo più delicato e sensibile alla carenza di ossigenazione. La defibrillazione elettrica rappresenta l’unico mezzo a disposizione per interrompere una fibrillazione ventricolare, ma per essere efficace deve essere effettuata nel più breve tempo possibile: 4-6 minuti dall’insorgenza dell’evento. Ogni minuto trascorso senza un adeguato soccorso comporta la riduzione del 10% delle possibilità di recupero dell’infermo che, a 10 minuti, sono pari allo zero. Questa drammatica tempistica ha determinato la considerazione che, in caso di arresto cardiaco, il primo soccorso (massaggio cardiaco, respirazione bocca-bocca, defibrillazione elettrica) debba essere prestato dal testimone dell’accaduto stesso (generalmente un non-sanitario o ‘laico’), al fine di mantenere in vita la vittima nell’attesa che sopraggiungano i soccorritori professionisti del 118.
    Lo sport, come già accennato, non è esente da un fenomeno così drammatico come l’arresto cardiaco, anche se in realtà ciò che lo determina, generalmente, è una pre-esistente e misconosciuta cardiopatia. Lo sforzo fisico ha pertanto il ruolo di fattore precipitante in conseguenza del quale l’apparato cardiovascolare cede. Da un’indagine condotta dalla Fondazione Giorgio Castelli onlus, dedicata al giovane morto a febbraio 2006 per un arresto cardiaco mentre si stava allenando con sua squadra di calcio, i praticanti sport, dilettanti e amatori, che sono deceduti nel Paese in corso di attività sportiva negli ultimi 4 anni, superano ampiamente le 200 unità. Tali dati sono certamente sottostimati: non esiste, infatti, in Italia un registro che annoti tali decessi (l’unico esistente è attivo in Veneto). In tutti questi casi l’arresto cardiaco ha colpito prevalentemente il sesso maschile dall’adolescenza in poi, l’età media dei soggetti deceduti è pari a 35 anni. Le discipline più interessate dal fenomeno sono rappresentate dal calcio e calcetto, verosimilmente a seguito dell’elevato numero di praticanti, seguito dal ciclismo, jogging, fitness; non vi sono discipline immuni. Il 25% delle morti si è verificato i atleti tesserati per le varie Federazioni e quindi di norma già sottoposti ad accertamento medico ai fini del rilascio dell’idoneità; in questo sottogruppo l’a.c. si è manifestato in egual misura sia nelle gare ufficiali che nel corso delle sedute di allenamento. Nessuna delle vittime è stata defibrillata entro i 10’, in nessuno dei luoghi ove si sono verificati gli eventi era presente un defibrillatore. Premesso che il fenomeno a.c. non è eliminabile ci dobbiamo doverosamente chiedere, di fronte a dati di questa entità, come esso sia contenibile. Il percorso da compiere prevede una prevenzione primaria e una secondaria. La prima consiste nel rigoroso accertamento medico di idoneità alla pratica sportiva che dovrebbe riguardare tutti coloro che praticano attività ludico-sportiva e che, oltre alle metodiche diagnostiche attualmente eseguite come obbligo di legge, dovrebbe essere utilmente integrato da un ecocardiogramma eseguito almeno una volta nel corso della “vita sportiva”. Le notizie ottenute andrebbero inserite in un data base, gestito dalla Regione di appartenenza, e consultabile, previa autorizzazione preventiva da tutti i medici sportivi ivi operanti. La Medicina sportiva, eliminate la Medicina scolastica, la visita di leva e la Medicina preventiva universitaria, rimane oggi l’unica in grado di effettuare uno screening di massa sullo stato di salute dei nostri giovani. Filtro che potrebbe fornire una mole enorme di dati epidemiologico-statistici al quale attingere per controllare lo stato di salute di una ampia fascia di popolazione e varare programmi di promozione sanitaria. La prevenzione secondaria è costituita dalla diffusione della Cultura dell’emergenza applicata allo Sport; con questo termine indichiamo l’insieme di conoscenze teoriche ed abilità pratiche che possono consentire al non-sanitario, grazie alla messa in atto del massaggio cardiaco, della respirazione artificiale e dell’utilizzo del defibrillatore, di salvare la vita ad una persona vittima di un arresto cardiaco. La Fondazione Giorgio Castelli onlus ha lavorato concretamente per la diffusione di questa Cultura, soprattutto nell’ambito dello Sport che come detto si è rivelato particolarmente a rischio per il manifestarsi dell’a.c.: grazie al supporto fornito dall’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria -ARES 118- sono stati addestrati e certificati, al mese di dicembre 2009, alla BLS-D, 3000 operatori sportivi che seguono i giovani negli impianti sportivi situati particolarmente a Roma e provincia. Sono stati distribuiti, in altrettanti impianti, 166 defibrillatori semiautomatici di ultima generazione acquistati dalla Fondazione o frutto di donazioni e cessioni da parte di Privati ed Enti istituzionali (Regione Lazio, Provincia di Roma), realizzando altrettanti progetti PAD (Public Access Defibrillation), posti a cardioprotezione di diverse migliaia di cittadini sportivi e non. Proprio di questi giorni è l’avvio di un importante progetto di collaborazione con la FIGC, settore giovanile-scolastico, che prevede, per quest’anno in via sperimentale, l’addestramento alla BLS-D di 400 aspiranti allenatori di calcio CONI-FIGC afferenti alla Regione Lazio. L’auspicio è che dal prossimo anno la formazione BLS-D divenga parte integrante del corso per divenire allenatore, non solo della disciplina calcistica. Siamo solo all’inizio e moltissimo lavoro resta da compiere: le difficoltà nascono dall’approccio, sovente problematico, dei cittadini nei confronti del primo soccorso e dalla vastità del territorio su cui operare. Ma siamo convinti che risultati lusinghieri non mancheranno se le nostre motivazioni continueranno ad essere sostenute dalle istituzioni.

    mercoledì 21 giugno 2017

    ROSSANO - VERSO UNA CITTA' CARDIOPROTETTA

    UN PIANO DI SICUREZZA PER LA CARDIOPROTEZIONE 


    ROSSANO DIVENTA CARDIO PROTETTA
    A BREVE 40 DEFIBRILLATORI SUL TERRITORIO
    PRIME 3 DONAZIONI AD AMMINISTRAZIONE COMUNALE
    ROSSANO (Cs), Martedì 20 Giugno 2017 – ROSSANO CITTÀ CARDIO PROTETTA, con la donazione al Comune dei primi tre defibrillatori acquistati e dunque sponsorizzati da altrettante aziende ed associazioni cittadine parte operativamente l’ambizioso progetto di sicurezza diffusa, promosso dalla DAE ITALIA (Defibrillatori Automatici Esterni) ed al quale l’Amministrazione Comunale ha aderito nei mesi scorsi.
    A suggellare l’avvio in concreto di un programma che nel medio termine ambisce a garantire l’installazione di 40 defibrillatori su tutto il territorio comunale è stato l’assessore alle politiche sanitarie Dora MAURO che ha voluto incontrare e ringraziare a nome del Sindaco Stefano MASCARO e della Giunta i primi tre donatori privati di defibrillatori per la Città: l’ECOROSS Srl, l’associazione sportiva dilettantistica NA MURRA e lo Studio Dentistico Associato AIELLO-COSTA.
    Ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco grazie alla presenza sempre più diffusa su tutto il territorio comunale (oltre la stessa previsione minima normativa di 1 defibrillatore ogni 1000 abitanti). – È , questo, l’obiettivo ribadito sia dall’assessore MAURO sia da Carlo ZITO, amministratore della DAE nel corso dell’incontro ospitato in Sala Giunta ed al quale hanno partecipato anche il direttore commerciale della stessa società fornitrice Francesco RIZZO, Walter PULIGNANO amministratore dell’ECOROSS, Giuseppe SACCONE presidente di NA MURRA e Antonio AIELLO per l’omonimo studio dentistico associato.
    I tre primi apparecchi salvavita verranno istallati, in punti strategici concordati con l’Amministrazione Comunale, già nei prossimi giorni. In contemporanea – ha spiegato ZITO – partirà l’individuazione e la formazione del personale laico abilitato all’utilizzo dei DAE ed alla manovra di rianimazione cardio polmonare attraverso corsi riconosciuti dalla Regione e dal Ministero della Salute. Chiunque – ha precisato – può essere coinvolto ed entrare in quella che diventerà l’albo dei soccorritori cittadini.
    ROSSANO CITTÀ CARDIO PROTETTA – è emerso nel corso dell’incontro – mira ad arginare il sempre più drammatico problema della morte cardiaca improvvisa, che oggi risulta essere la prima causa di decesso in Italia con oltre 70 mila vittime l’anno. Dai dati forniti dal Ministero della Salute emerge che solo il 3% dei soggetti colpiti dall’arresto cardiaco sopravvive e che l’84% degli eventi accadono fuori dai presidi ospedalieri. Il soccorso – ha concluso – è paria zero se si considera che la sopravvivenza è una lotta contro il tempo.
    Per questo – ha scandito l’assessore MAURO – l’obiettivo condiviso dall’Amministrazione è quello di coprire tutti i punti individuati su Rossano. Si raggiungerebbe così un ottimo livello di cardio-protezione, almeno un apparecchio ogni mille abitanti. Più DAE saranno presenti sul territorio e meno tempo si impiegherà per soccorrere una persona. Le postazioni non supereranno i 500 metri o saranno facilmente raggiungibili entro i 3 minuti a passo svelto.
    Le aziende interessate a sponsorizzare un defibrillatore – ha aggiunto ZITO – potranno inoltre dedurre interamente il costo della donazione effettuata entro il 10% del reddito imponibile. Le normative vigenti in ambito fiscale incentivano privati ed enti pubblici all’istallazione dei dispositivi tramutando la spesa in un ipotetico guadagno. - (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying - 345.9401195)    


    lunedì 19 giugno 2017

    NUOVI SOCCORRITORI LAICI CONTRO L'ARRESTO CARDIACO

    Continuano con successo i corsi Bls-d organizzati da Emergenza 21 e sostenuti dal Trainer Miguel Angel Paludi.
    Le lezioni si sono tenute domenica 11 giugno e domenica 18 ed ha visto tutti i frequentatori superare brillantemente le prove teoriche e pratiche, essenziali al fine del rilascio della certificazione riconosciuta dalla regione.
    Chiunque sia interessato ai prossimi corsi può inviare una mail a francesco@daeitalia.it e richiedere le dovute informazioni.
    Il corso ha una durata di poche ore ed oltre ad elevare il senso civico di ognuno di noi potrebbe realmente fare la differenza tra la vita e la morte con pochi semplici gesti, speriamo pertanto di poter aggiornare sempre più frequentemente l'albo dei soccorritori laici.


    lunedì 12 giugno 2017

    SALICE CLUB RESORT - CARDIO PROTETTO

    SALICE CLUB RESORT - CARDIO PROTETTO

    Lunedì 12 Giugno 2017

    Oggi abbiamo consegnato il Piano di Sicurezza per la Cardio Protezione al Sig. Natale Falsetta ,
    titolare ed amministratore del " CLUB RESORT IL SALICE ".

    DaeItalia attenendosi alle disposizioni del legislatore ha elaborato un progetto di Cardio Protezione per l'intero Villaggio .

    Spiaggia , reception e piscine sono dotati di Dae samaritan Pad .

    I villaggi nei mesi di alta stagione diventano delle piccole Città  , quindi avere un piano di sicurezza per la Cardio Protezione mette più tranquillità agli ospiti ed ai dipendenti che lavorano per offrire il miglior servizio  alla clientela .

    Il sig. Falsetta inoltre ha inteso bene cardio proteggere la struttura aderendo anche all'ampliamento della legge 81/2008 usufruendo della riduzione del premio INAIL  nonchè  del super ammortamento
    fino al 140% .

    Siamo orgogliosi di sottolineare che il Sig. Falsetta  è Presidente del Cotaj , Consorzio degli operatori
    Turistici dell 'alto Ionio di cui fanno parte più di 50 strutture ricettive del nostro territorio .

    martedì 23 maggio 2017

    " ROSSANO CARDIOPROTETTA "

    ROSSANO CITTA' CARDIO PROTETTA

    Attraverso il sistema della Donazione , e la sensibilità delle Aziende e dei Professionisti della nostra comunità verso un tema forte quale quello dell' Arresto Cardiaco , stiamo elaborando un progetto di Cardio Protezione per Rossano .
    Il progetto consiste nel posizionamento su Totem nei punti più sensibili in termini di Aggregazione della Città , quali scuole , piazze , uffici pubblici e luoghi di maggior afflusso.
    Saranno posizionati 40 " defibrillatori " con i criteri normativi dettati dal Legislatore per attuare la defibrillazione precoce al fine di arginare quanto più possibile i decessi da Arresto Cardiaco .
    A tutt'oggi grazie alla collaborazione esecutiva di :
     ECOROSS  , Studio Odontoiatrico " Aiello e Costa " e Associazione Na Murra , disponiamo già
    di 3 defibrillatori che a breve saranno installati nella nostra Città.
    Chiunque può aderire al progetto e salvare una VITA !!

    venerdì 5 maggio 2017

    CARDIO-PROTEGGIAMO LE SPIAGGE


    CARDIO-PROTEGGIAMO  LE SPIAGGE
    In estate, gli stabilimenti balneari sono strutture ad altissimo flusso di persone, ed è fondamentale che il personale possegga le competenze e gli strumenti per poter svolgere in modo corretto e tempestivo un intervento di primo soccorso, in attesa dell'arrivo dei soccorsi medici.
    Nei casi più gravi, la presenza di defibrillatori e di soccorritori abilitati all'utilizzo di queste apparecchiature è fondamentale per poter praticare in modo tempestivo interventi che possono rivelarsi "salvavita". 

    venerdì 28 aprile 2017

    SPIAGGIA CARDIO-PROTETTA


    STABILIMENTI BALNEARI . perché dotarli di defibrillatori


    Ogni anno durante il periodo estivo le spiagge italiane e in particolare gli Stabilimenti Balneari si popolano di persone di ogni età. In spiaggia si passa la maggior parte del tempo e si praticano diverse attività sportive che di fatto innalzano il rischio di arresto cardiaco.
    Diverse regioni hanno già emanato ordinanze balneari che prevedono l’obbligo di dotazione di defibrillatori semiautomatici DAE sulle spiagge e nuove ordinanze si sono aggiunte anche quest’anno, in particolare ROMAGNA e SALENTO.
    Indipendentemente dagli obblighi di legge dotare il proprio Stabilimento Balneare di un postazione di defibrillazione ad accesso pubblico rappresenta un’attenzione molto apprezzata dai clienti, che potrebbero preferire il Tuo stabilimento proprio per questo motivo.




    giovedì 27 aprile 2017

    ENNESIMA VITA STRONCATA

    Il mondo del calcio piange Apanga: l'ex Brescia e Perugia stroncato da un infarto


    Qualche giorno fa, il mondo del calcio ha pianto la morte di Ugo Ehiogu, tecnico dell'under 23 della squadra londinese del Tottenham.

    Il 44enne è stato stroncato da un infarto proprio mentre stava dirigendo l'allenamento. A distanza di meno di una settimana, un altro arresto cardiaco ha stroncato l'ennesima vita: si tratta di Moise Brou Apanga, ex difensore di Perugia, Brescia e Sambenedettese
    Apanga fu scoperto da Luciano Gaucci e portato in Italia tra le fila del Perugia nel 2000, ma il suo impatto con il calcio italiano non fu semplice e non lasciò ma il segno. Nel 2004 fu girato alla Sambenedettese e nel 2006 al Brescia: il classe '82, però, non ha mai fatto il suo esordio in Serie A. Il 35enne è stato stroncato da un infarto mentre si stava allenando con la squadra gabonese del Football Canon 105. Apanga è stato anche capitano della nazionale gabonese, con cui ha collezionato 32 presenze e una rete al suo attivo.

    giovedì 20 aprile 2017

    vamos a la playa

    Defibrillatori negli stabilimenti balneari

    Nel periodo estivo, gli stabilimenti balneari accolgono un numero cospicuo di persone dalle più svariate età e patologie che trascorrono la gran parte del tempo in spiaggia. Ciò, di per sé, comporta una maggiore probabilità che un arresto cardiaco possa verificarsi in questi luoghi. Inoltre, gli avventori di queste strutture spesso sono impegnati in qualche attività fisica che comporta sforzo fisico variamente associato a sudorazione.Gli stabilimenti balneari vengono scelti dai bagnanti in base alla presenza o meno di certe attrezzature, in base alla comodità delle sdraio o dei lettini e in base alla presenza di aree dedicate ai cuccioli e ai bambini. Il tutto per cercare il più possibile di rilassarsi e di godersi la vacanza in tutta tranquillità.In quest’ottica, un cliente informato o afflitto da problemi cardiaci sarebbe molto più sollevato nel sapere che nello stabilimento balneare in cui intende trascorrere un periodo di vacanza sono presenti diverse postazioni dotate di defibrillatori DAE semiautomatici esterni.Il defibrillatore all’interno degli stabilimenti balneari ha un’importanza tale per cui la regione Emilia Romagna, tramite l’ordinanza Balneare n. 1/2014, ne ha sancito l’obbligo nelle proprie spiagge a partire dall’inizio della stagione balneare 2014.A prescindere dall’obbligo di legge, però, dotare il vostro stabilimento balneare di una postazione di defibrillazione ad accesso pubblico significherebbe in ogni caso rivolgere un’attenzione maggiore alla propria clientela, considerando, soprattutto, che le malattie cardio-vascolari sono la principale causa di morte nel nostro Paese.Per esplicare il proprio ruolo al meglio, un defibrillatore in uno stabilimento balneare deve essere piccolo da riporre, leggero da trasportare, facile da usare e resistente contro l’ingresso di sabbia e getti d’acqua.

    defibrillatori samaritan® PAD 350P e 500P della HeartSine sono gli unici dispositivi sul mercato che hanno tutte queste caratteristiche: sono i più piccoli e i più leggeri sul mercato, sono facili da usare e sono gli unici ad avere indice di protezione IP56. Sono inoltre in possesso di numerose certificazioni industriali, militari ed aeronautiche che ne attestano la capacità di resistere a vibrazioni, urti e cadute.